Cuse & LindelofIn questa bella intervista, Carlton Cuse e Damon Lindelof, produttori e autori di Lost, spiegano cosa sta cambiando nelle serie tv, in particolare attraverso la loro esperienza nella serie creata da J.J. Abrams.

Più di una serie tv, una produzione ricca in termini di complessità, sottolivelli e suggerimenti metafisici e spirituali che testa le abilità intellettive dello spettatore – e la sua pazienza. Una serie che ha dato vita ad una comunità attiva e vivace sul web, che analizza e commenta ogni mistero, settimana dopo settimana e anno dopo anno.

Studiato nei minimi dettagli, Lost analizza tutti i suoi personaggi con flashbacks dedicati, ma ha anche scene di azione spettacolari: il tutto nato da un’incontro in un ristorante messicano tra J.J. Abrams, a cui era stato proposto un episodio pilota su un aereo che si schiantava su di un’isola, e Lindelof e Cuse (conosciutisi lavorando alla serie “Nash Bridges”).
Gli stessi che ora si divertono a raccontare ogni settimana le storie dei protagonisti del volo 815, e che sono affascinati dai mezzi di diffusione del loro lavoro che la tecnologia di oggi offre: non solo televisione tradizionale, ma anche Tivo, ovvero registrazione digitale, download via web, telefonino e ipod, per citane alcuni.

Cuse e Lindelof, infine, sono ben consapevoli che Lost è una serie “interattiva”, aperta a tutte le interpretazioni: come un libro, può essere letto su diversi livelli, e ogni spettatore ha la propria teoria. I fans infatti dimostrano di avere “fede” (concetto importante nella serie) che gli autori non li deluderanno e le risposte alle domande arriveranno.

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