J.J. Abrams, ospite il 9 marzo al convegno TED 2007, per spiegare il suo processo creativo ha portato l’esempio della “mystery box”.
In particolare ha parlato di quando suo nonno, che è stato il primo a regalargli una videocamera, lo ha portato in un negozio di articoli di magia a Manhattan e J.J. ha acquistato una “Mystery Box” a 15 dollari, che conteneva 50 dollari di oggetti magici.
J.J. non ha mai aperto la scatola, e ha spiegato che essa rappresenta tante cose, tra cui suo nonno, e altre infinite possibilità, visto che il mistero è la fonte dell’immaginazione.
Il mistero, ha spiegato J.J., è più importante della conoscenza dei fatti, ed è uno dei punti chiave del cinema (si vede poco lo squalo ne Lo Squalo o l’alieno in Alien), e può essere ritrovato anche nel suo modo di fare cinema o serial, come è stato per Alias, Lost e MI:3.


3 Comments until now
Non ho visto ne Alias ne MI:3 ma questo ‘modo di far cinema’ di Abrams spero non venga applicato alla lettera anche per Lost. Ovvero, tutti si aspettano risposte più o meno esaustive, non immagino cosa accadrebbe se la serie finisse con molti quesiti irrisolti…..sicuramente non succederà niente, perchè è in gioco la credibilità degli autori/produttori , ma visto che lo stesso Abrams ha abbandonato in parte il progetto non vorrei si scatenasse il degenero….
Mi ricorda l’ultima scena della parodia degli sceneggiatori di lost.XD
Mystery box…Centrerà qualcosa con la scatola citata da Ben nella puntata scorsa?
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