Il personaggio di Lost Jin Soo Kwon ha iniziato la seconda stagione picchiato, legato e buttato in un buco, assieme a persone che non parlano la sua lingua.
Ma nella vita reale, l’attore Sud Coreano Daniel Dae Kim, di 37 anni, è felicissimo. Si gode con la sua famiglia la vita alle Hawaii, dove si gira la serie, guadagna bene facendo ciò che gli piace, e nella giornata tipo al lavoro indossa pochi vestiti e sta in spiaggia.

“Sono incredibilmente grato per questa opportunità”, commenta. “E’ la vita più stabile di tutta la mia carriera. Ho una famiglia, vivamo alle Hawaii e ho un lavoro stupendo, non posso davvero pensare a niente di meglio. Ogni giorno in cui sono al lavoro e guardo l’oceano e le onde azzurre sulla spiaggia, guardo in alto e ringrazio l’universo”.

Ma lavorare in Lost non è stato così facile per Kim. Infatti il ritratto del suo personaggio – sciovinista, rude e ultraprotettivo verso la moglie Sun – ha attirato molte critiche da parte degli spettatori asiatici, che lo hanno accusato di portare al grande pubblico superati stereotipi sull’Asia.
Ma più il personaggio veniva analizzato con flashback e i suoi rapporti con i compagni di avventura si sono evoluti, più il pubblico lo ha conosciuto e anche i critici si sono calmati. “Tutti questi personaggi hanno strati, e segreti nascosti. E’ stata dura affrontare le critiche ma ho resistito grazie alla fiducia nei produttori”.

“Mi piace molto Jin. Non credo sia rude e inquadrato come sembrava all’inizio, ma che sia molto complesso, e molto umano”. Kim ha anche apprezzato la possibilità di parlare in coreano con Yunjin Kim, che interpreta la moglie Sun, vista la multietnicità del gruppo sull’isola, che comprende un iracheno, un ispanico, tre neri, un australiano e un inglese.

Kim è apparso in 24, ER, Angel, Seinfeld e NYPD Blue, e al cinema in Spider-Man 2, Hulk e Crash. A differenza del suo personaggio, è simpatico, gentile e sorridente. Molti fan lo avvicinano con cautela, temendo sia come Jin. “Una delle cose più belle dell’essere attore è che puoi essere quello che non saresti nella vita reale, e per me è un gran complimento quando mi dicono che non sono come Jin”.

Via | Philadelphia Enquirer

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