Doppio episodio spettacolare ed emozionante, per un finale di stagione che fa rimanere a bocca aperta, con un’unica grande domanda: ma quando ricomincia?? Inutile premettere che due ore così adrenaliniche di Lost meriterebbero più di qualche nota, ma lasciamo ai commenti le teorie e le indagini.

Come promesso dagli autori, abbiamo avuto le risposte tanto agognate a tre domande: la ragione della caduta del volo 815, cosa succede se non si preme il bottone, e la fine della vicenda Michael – Walt. (Beh, le prime due erano collegate, accidenti!)

Naturalmente, in pieno stile Lost, adesso abbiamo altre domande e questioni da risolvere. Il ritorno di Desmond, e il suo passato legato a Widmore, è stato cruciale per scoprire la verità sulla hatch e sul bottone: l’elettromagnetismo torna per farci riflettere, Locke ammette di avere avuto torto sull’importanza dell’esperimento e mette a repentaglio la sua vita, quella di Desmond e anche di Eko.

Nel frattempo, lo scambio di prigionieri avviene, e Michael può partire con suo figlio Walt su una barca, non prima di aver confessato di avere ucciso Ana Lucia e Libby e di aver consegnato Jack, Kate, Hurley e Sawyer agli Others (che scopriamo capeggiati, sembrerebbe, da Henry Gale). Hurley viene lasciato libero, per comunicare a tutti di non invadere il territorio degli Others. Da notare, l’uccello enorme che ad Hurley sembra dire il suo nome, e il tubo della posta pneumatica della stazione Perla che finisce nella giungla.
Sayid, Jin e Sun, che seguivano dalla barca di Desmond il gruppetto organizzato da Michael, non solo scoprono che il camp dell’ultima puntata, dove Michael ha ricevuto gli ordini per rivedere Walt, era tutto finto, compresa la stazione Dharma, ma vedono anche, costeggiando l’isola, un piede enorme, basamento di una statua colossale, che ha incredibilmente solo quattro dita.

Ma nulla è più complicato e misterioso di tutta la storia di Desmond: il suo rapporto con la figlia di Widmore, il suo arrivo sull’isola, sulla barca prestatagli da Libby, il suo incontro con Kelvin, attore che avevamo già visto, e la system failure che ha fatto precipitare l’aereo. Se è stato un semplice “errore” di Desmond, come potevano gli Others (che Kelvin chiamava “hostiles”) essere pronti ad infiltrarsi, o creare liste di loro nomi?

Il tutto, naturalmente, concluso con un enigma ancora più grande, una stazione di monitoraggio nei ghiacci che individua l’anomalia elettromagnetica e comunica alla figlia di Widmore di averlo trovato.

Non credo che resisteremo fino a quest’autunno.

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