Ottima analisi di Resuscito su Lost, serie che ci appassiona per l’umanità dei suoi personaggi, basi fondamentali della trama.
[...] La “plot driven novel” è consigliabile per gialli, thriller. Soprattutto per quel genere di storia dove il personaggio è funzionale alla storia, non dove la storia è scaturita dai personaggi.
Lost ad oggi è parsa una storia di questo genere. Dettata e raccontata da sceneggiatori macchiavellici, celebrali, pieni di marchingegni, di algoritmi e calcolatrici.
La verità, dimostrata alla fine della terza stagione, invece è diversa.
Il tono della storia è diventato più umano e disperato. Meno numeri, più empatia.
Ha smesso di farmi chiedere cosa sia quell’isola per farmi chiedere perchè Jack piangeva.
Così Lost sta diventando una “characters driven novel”. [...]
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